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Fisco · 7 min di lettura

Credito d’imposta sul gasolio commerciale: il rimborso accise per l’autotrasporto

Migliaia di euro l’anno che molti lasciano sul piatto: chi ne ha diritto, come si presenta l’istanza trimestrale e perché tutto parte da un conto carburante riconciliabile.

Il recupero delle accise sul gasolio commerciale è una delle poche agevolazioni strutturali dell’autotrasporto, e vale parecchio: su un mezzo che fa 100.000 km l’anno parliamo facilmente di migliaia di euro. Eppure molte imprese lo gestiscono male o lo dimenticano. Ecco come funziona e cosa serve per non lasciarlo sul piatto.

Di cosa si tratta

Una parte dell’accisa pagata sul gasolio usato per autotrazione viene rimborsata alle imprese di autotrasporto, sotto forma di credito d’imposta. È il modo con cui lo Stato riconosce al settore un costo del carburante più sostenibile.

Chi ne ha diritto

  • Imprese di autotrasporto merci conto terzi e conto proprio iscritte all’Albo;
  • veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;
  • mezzi di categoria ecologica ammessa (le classi Euro più inquinanti vengono via via escluse dalle leggi di bilancio).

Esistono anche soggetti analoghi per il trasporto di persone, ma il cuore della platea è l’autotrasporto merci.

Come si recupera, in pratica

  1. Istanza trimestrale all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, entro il mese successivo alla fine di ciascun trimestre solare.
  2. Nell’istanza si dichiarano i litri di gasolio consumati dai veicoli ammessi nel trimestre, documentati dalle fatture/schede carburante.
  3. Il credito riconosciuto si utilizza in compensazione tramite F24 (codice tributo dedicato), entro i termini previsti, oppure se ne chiede il rimborso.

C’è un tetto di consumo rimborsabile per chilometro/veicolo, e l’importo per mille litri viene aggiornato dalla normativa: sono i due parametri che cambiano nel tempo.

Il vero requisito operativo: tracciare i consumi per veicolo

L’istanza regge solo se i litri sono riconciliabili con i mezzi ammessi. In pratica serve che il conto carburante distingua:

  • i rifornimenti per singolo veicolo (targa);
  • i mezzi ammessi (≥ 7,5 t, classe Euro idonea) da quelli esclusi;
  • i litri, non solo gli importi, perché il calcolo è sul volume.

Senza questa tracciatura, a fine trimestre l’istanza diventa una ricostruzione faticosa e a rischio errore.

Nota: requisiti dei veicoli, tetti di consumo, importo per mille litri e codice tributo sono fissati e aggiornati da Agenzia delle Dogane e Leggi di Bilancio. Verifica sempre i valori del trimestre in corso: qui interessa il meccanismo e cosa devi avere pronto.

Come Trakka tiene pronto il dato

In Trakka i rifornimenti sono agganciati al veicolo e registrati in litri oltre che in valore, dentro la stessa contabilità. A fine trimestre estrai i consumi per mezzo, filtri quelli ammessi e hai la base per l’istanza accise già quadrata con il conto carburante — senza ricostruzioni manuali.

Tieni la contabilità dove nascono i dati

In Trakka la prima nota, i mastrini e il bilancio OIC partono dalla stessa scrittura: niente doppio inserimento, niente export-import tra programmi.

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